Il giro del mondo in 65 quotidiani

Ricordo il sorriso del ragazzo cingalese a Kandy, che avrebbe voluto chiedermi cosa ci potessi capire.  Ricordo il gatto sulla cassa del negozio che li vendeva ad Istanbul, vicino alla pasticceria dell’omone dalla barba bianca. Ricordo il profumo di spezie che c’era intorno alla bancarella a Damasco. Ricordo Balengo che me ne fatto omaggio a Zanzibar.

Non saprei dire quando ho cominciato a collezionare quotidiani, non avevo intenzione di farne un souvenir. Ne è nata una testimonianza di presenza:  essere in un posto in un giorno esatto. Una mappa senza confini, solo una data e segni grafici diversi per ogni paese. Una sorta di rassegna stampa di luoghi: il giro del mondo in 65 quotidiani.

Ora questa collezione aveva voglia di essere vista.

Perché il buio avvolge tutti i colori?

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L’Italia ha perso ai rigori contro la Germania ed è fuori dai mondiali di calcio, si respira delusione. Mio figlio cancella la mia chiedendomi di andare sulla spiaggia: ormai è notte.

“Ti sdrai con me a guardare le stelle?”

“Papà perché il buio avvolge tutti i colori?”

Abbiamo aspettato qualche stella cadente senza successo. Gli racconto dei marinai e della Stella Polare, lui mi racconta di tre stelle che formano la cintura di una costellazione…

La sabbia è fresca ed entra dappertutto. La bellezza di essere padre è tutta in questo momento. Nei pochi istanti in cui Mattia non dice nulla, penso a quando è nato, alla paura per come sarebbe cambiata la vita da quel giorno in poi ed alla gioia che provo adesso nel condividere il mondo con lui.

Avrei voluto fermare il tempo, come bisognerebbe poter fare nei momenti in cui la vita ci regala attimi di profonda felicità.

 

La foto è di Umberto Cimorelli, vi invito a seguire il suo profilo instagram, ne sentiremo parlare…

Ci si abitua a tanta bellezza?

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Quando tutti sono usciti, le luci cominciano a spegnersi. Si sente solo il rumore delle serrature che bloccano le porte per tutta la notte, lasciando le opere d’arte da sole a riposare.

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Quando tutto è fermo, noi entriamo. Un privilegio che si fa consapevolezza man mano che attraversiamo i corridoi del Museo degli Uffizi a Firenze. Vengo avvolto da un senso di smarrimento che non mi turba anzi, mi rallegra: è la bellezza.

Tutto intorno è bellezza.

E’ notte fonda e tutto sembra statico, senza vita. Invece scopro particolari nuovi ogni volta che riguardo un dipinto, come se si fossero aggiunti a loro piacimento, come se volessero farsi scoprire un pezzo alla volta. Una luce diversa illumina le statue ad ogni passaggio cambiandone l’espressione, donandogli nuova energia. Non pensavo potesse essere così vivo un museo di notte.

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I giorni passano e tutti i Musei di Firenze chiudono le porte alle nostre spalle con noi all’interno. La notte ed il silenzio aiutano a creare una strana complicità con i capolavori che il mondo intero ci invidia ed io sono grato al mio lavoro per quest’altra esperienza incredibile.

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STANOTTE A FIRENZE

Un appuntamento a Lubiana

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Avevo un appuntamento e dovevo andarci da solo. Le prime ore a Lubiana le ho vissute con agitazione. La visita al Castello, poi un veloce pranzo: zuppa e salsiccia carniolana. Ho lasciato la Lubiana dei turisti, quella un po’ rumorosa sorvegliata dai draghi ed ho seguito il fiume, lentamente, raccogliendo tutta la calma che un fiume calmo sa trasmettere. Intorno a me la vita ha cominciato a scorrere regolare, un giorno qualunque in una strada qualunque ed io uno sloveno qualunque, fino ad arrivare alla Galerija Jakopic. Razstava fotografij: Geneza.

Dopo averla rincorsa (senza mai raggiungerla) in Italia, finalmente potevo godere di Genesi, la mostra di Sebastiao Salgado.

salgado3“Abbiamo deciso di intitolare questo progetto Genesi perché abbiamo immaginato di riportare indietro le lancette dell’orologio per tornare al tempo delle eruzioni vulcaniche e dei terremoti che hanno modellato la Terra; all’aria, all’acqua, al fuoco da cui è nata la vita; alle specie animali che ancora non si sono lasciate addomesticare; alle tribù il cui stile di vita è rimasto quasi immutato per secoli; alle forme primitive di organizzazione sociale che esistono ancora oggi. Volevo scoprire in che modo uomo e natura sono riusciti a coesistere per tanto tempo in quello che oggi ci piace definire equilibrio ecologico.

Genesi è il resoconto dei viaggi fatti in questi anni, è un’ode visiva alla bellezza e alla fragilità della Terra. Ma è anche un ammonimento – almeno spero – a considerare tutto ciò che rischiamo di perdere.”

salgado2Le immagini sono straordinarie ed il messaggio di Salgado è potente: ne ho tratto un enorme piacere. La mostra continua al Mestni Muzej non molto distante. Una breve boccata d’aria che lascia il tempo di riflettere sulla bellezza della Terra e sul pericolo a cui la stiamo esponendo con la nostra incuria.

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Gli occhi di questo animale mi hanno rapito. Ho avuto la sensazione che stesse guardando me e di esservi riflesso io e non il fotografo. Chissà cosa stava provando il cucciolo in quel momento, chissà cosa stava pensando Salgado…

Lubiana è capitale verde europea 2016 ed aver visto qui questa mostra accentua la mia insofferenza per la società che viaggia verso l’autodistruzione.

Torno verso il fiume. Lascio la Lubiana dei suoi abitanti e torno verso quella conquistata dai turisti. I tavolini assediano il lungo fiume, i draghi sono al loro posto. L’allegria della gente e contagiosa ed io scaccio via l’ombra che vela i miei pensieri. Lubiana è viva ed avrà un posto speciale nei miei ricordi.

Uomini senza donne

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Tutto quel che possiamo fare è cercare di sopravvivere, mandare giù e andare avanti.

“Allora dobbiamo recitare?”

“Si, più o meno è così”         (Drive my car)

 

E’ quel profondo senso di perdita che ti assale quando devi separarti dalla donna amata, dopo averla incontrata ed esserti unito a lei. Quella fatica che fai a respirare. Se ci pensa, è un sentimento che è rimasto uguale da più di mille anni. Ed io che fino ad oggi non avevo mai provato personalmente questa emozione, in quanto essere umano non ero completo.            (Organo indipendente)

 

Ma la prospettiva davvero insopportabile per lui, più che la preclusione dell’atto sessuale in sé, era di non poter più passare insieme a loro momenti d’intimità. Perdere le donne in conclusione significa proprio questo. Perché le donne offrivano un tempo speciale che annullava la realtà, pur restandovi immerse. Era qualcosa che Shahrazad gli aveva regalato in quantità generosa, eppure inestinguibile. Per Habara, dover rinunciare un giorno a tutto questo era forse la più penosa delle prospettive.            (Shahrazad)

 

E al mondo c’era una quantità impressionante di cose da ricordare. Ma se fosse diventato un pesce o un girasole, invece che un essere umano, forse non avrebbe conosciuto quella strana sensazione che gli scaldava il cuore. Così gli sembrava. Rimase per molto tempo seduto a occhi chiusi. Assaporava tranquillamente quel calore, come una persona accanto a un falò.            (Samsa innamorato)

 

E’ facilissimo diventare “uomini senza donne”. Basta che tu ami profondamente una donna, e lei a un cerco punto se ne va.

E una volta che lo sei diventato, la loro solitudine ti si attacca addosso per sempre, è un colore che ti entra dentro, come una macchia di vino su un tappeto chiaro. Farla sparire è un lavoro improbo. Col tempo può darsi che sbiadisca, ma almeno finchè respiri resterà lì, indelebile.          (Uomini senza donne)

 

Il Castello di Lubiana, api e foto di cose mai viste.

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“C’era una volta un castello incantato dove il tempo sembrava essersi fermato. Qui un cantastorie narrava le gesta di valorosi cavalieri…”

Non è esattamente l’atmosfera che si respira entrando nel Castello di Lubiana. Le pietre che hanno protetto principesse e giullari, sono state ricoperte, intrappolate da vetrate e ristoranti per consentire la realizzazione di eventi di ogni tipo.

castello-lubiana3Così abbiamo avuto il primo incontro con kranjska sivka, una specie autoctona di ape, sulle cui tracce siamo stati, con alterne fortune, per una parte del viaggio in Slovenia. Visitando la mostra Preserviamo le api abbiamo scoperto che gli sloveni sono ottimi apicoltori riconosciuti in tutto il mondo ed allevano questo insetto con impegno e dedizione cercando di difendere la biodiversità del pianeta.

 

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Siamo saliti sulla Torre panoramica: Lubiana è davanti a noi, dal centro storico alla periferia e ancora oltre, sempre più verde. Come si avessimo davanti una cartina, abbiamo focalizzato le prossime tappe, percorrendo con lo sguardo quello che avremmo fatto a piedi nei giorni successivi, cercando, dall’alto, di individuare viuzze nascoste o punti di vista particolari. Come particolare è stata un’altra mostra nella quale siamo finiti cercando l’uscita.

castello-lubiana4Rarely Seen, National Geographic. Fotografie che mostrano le meraviglie nascoste del mondo, fenomeni naturali incredibili e rari. Davanti a queste immagini si resta senza parole, affascinati dalla bellezza della natura, anche quando è minacciosa, e da quanto sia prezioso il lavoro di questi fotografi che ci rivelano angoli irraggiungibili della Terra.

 

Il Castello è il simbolo di Lubiana e della sua evoluzione. Dall’alto del promontorio, circondato da tanto verde, fa da guardia alla città e ai suoi abitanti il cui impegno ne ha fatto la Capitale “verde” europea 2016.