Body scanner: “siamo sicuri?”

«Premesso che la gestione compete alle società aeroportuali,  sono deciso a far sì che siano collocati quanto meno a Fiumicino e Malpensa». Così il ministro dell’Interno Maroni annuncia la dotazione negli aeroporti italiani di body scanner .Anche l’Italia si prepara ad adottare tutte le misure necessarie per arginare il rischio di attentati aerei tornato a livelli da allarme rosso dopo quello fallito a Detroit. Ma nonostante la situazione internazionale desti preoccupazioni rilevanti, le polemiche sull’uso dei body scanner crescono di giorno in giorno.A chi chiama in causa la privacy, il ministro replica proponendo l’uso di «scanner poco invasivi della figura del corpo del passeggero, che appare opacizzato all’operatore, ma è in grado di rilevare qualunque anomalia, come la presenza di un sacchetto o di un oggetto». Dello stesso parere il ministro degli Esteri Frattini: «I terroristi cercano strumenti sempre più sofisticati per eludere i controlli» e quindi «la privacy delle persone è un diritto assoluto e inviolabile ma il diritto di non saltare per aria, è la precondizione di tutte le libertà». La soluzione non è così semplice. Diverse associazioni britanniche, notoriamente più sensibili di quelle italiane sull’argomento, protestano, ritenendo che l’uso di questi apparecchi rischia di infrangere le leggi per la tutela dei minori, che proibiscono la creazione di immagini oscene dei bambini. E si, perché pare che alcuni membri dell’Electronic Privacy Information Center (Epic) di Washington riferiscano che i dispositivi in questione non solo sono in grado di conservare le immagini catturate durante l’analisi dei passeggeri sottoposti a scansione, ma sono anche dotati di funzionalità per l’invio delle stesse. Se così fosse il problema della tutela della privacy non può essere liquidato facilmente e non può riguardare solo i minori. Chi garantisce che le immagini dei body scanner non creino un vero e proprio webmarket; di sicuro farebbero la felicità dei giornali scandalistici. C’è scetticismo anche nel Parlamento europeo che, lo scorso anno, aveva bocciato la proposta della Commissione che voleva introdurre i “raggi-guardone” . Vedere le persone nude, era, per i deputati della passata legislatura, un’inaccettabile offesa alla dignità.  E poi il passo successivo quale  potrebbe essere: file per maschi e file per femmine? E per le donne musulmane…?   L’Europarlamento ha chiesto alla Commissione di non procedere per ora  al regolamento che introduce fra i controlli di sicurezza degli aeroporti europei i body scanner che denudano. Oltretutto c’è il solito balletto “vero o falso” sui danni che i raggi possono provocare alla salute. Qualcuno, ancora una volta, gioca con la paura senza pensare alle conseguenze.

Intanto i viaggiatori, salendo la scaletta verso l’aeromobile, sperano e fanno gli scongiuri.

…ma se un terrorista avesse paura di volare e decidesse di prendere un “più sicuro” treno?

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