Galapagos e turismo di massa.

The Charles Darwin Foundation congratulates the Government of Ecuador on conservation achievements that resulted in the removal of Galápagos from the list of UNESCO World Heritage Sites in Danger. Infatti se andate sul sito del World Heritage, le Galapagos non hanno più il cerchietto rosso che le segnalava come sito naturale in pericolo. Le isole di Darwin sono ancora una meta esclusiva, ma ora potrebbero diventare più accessibili anche per il viaggiatore meno facoltoso. Fantastico! Invece no. L’espansione non regolamentata del turismo è stata una delle ragioni per cui l’Unesco, nel 2007, ha dichiarato le Galapagos patrimonio dell’umanità in pericolo.

Al Galapagos Conservation Trust, ente britannico costituito per la conservazione degli ecosistemi e della diversità biologica dell’arcipelago, sono molto preoccupati. Toni Darton sostiene che “rimuovere le Galapagos dall’elenco dei “Patrimoni dell’umanità in pericolo” può dare l’impressione che le meraviglie naturali delle isole non siano più a rischio. Ma non è così. La popolazione e l’economia delle isole si sta espandendo rapidamente e in maniera insostenibile, con una inevitabile richiesta di risorse maggiore che porta inquinamento e rifiuti. Questa crescita è strettamente collegata allo sviluppo del turismo. Attualmente i visitatori vengono a bordo di piccole navi da crociera, accompagnati da guide esperte, tutto strettamente controllato. Di recente, però, vi è stata una rapida crescita del turismo anche a terra sia da visitatori internazionali che ecuadoriani. Locali notturni e bar si moltiplicano così come la pesca sportiva. Questo deve essere rivisto e controllato. Le autorità devono avere ben chiaro che il fragile ecosistema delle Galapagos non può far fronte al turismo di massa”.

Meglio, forse, continuare a sognare l’iguana marina, le tartarughe giganti, la sula dai piedi azzurri ed i fringuelli di Darwin, che rischiare di metterne a rischio l’esistenza portando sotto le scarpe un microscopico e pericoloso fungo nel “luogo più sorprendente della terra”.

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