Istanbul e l’omone dalla barba bianca

Il lavoro mi ha portato ad Istanbul più volte. Quando hai questa fortuna puoi permetterti di conoscere la città più a fondo, stando lontano dai circuiti turistici. Puoi permetterti di perder tempo. Chiedere al tassista di fermarsi in un posto che non conosci per continuare a piedi. Girare in vie che non sai dove portano. Così sono finito alla stazione degli autobus di Harem, in Asia.

Se è vero che una città è fatta dalle persone che ci vivono, ho conosciuto Istanbul. Una parte almeno. Ho avuto la sensazione di essere in una città di frontiera. Poche parole qualche sorriso e molti sguardi, incuriositi, indifferenti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’omone dalla barba bianca ha riso di me. Sono entrato nel suo negozio incuriosito dal colore dei suoi dolci. Devo aver fatto una strana espressione cercando di capire cosa contenessero. Mi ha offerto un piattino con qualcosa al pistacchio, accompagnato da una risata alla mangiafuoco. Abbiamo chiacchierato ognuno nella sua lingua e siamo stati amici per qualche minuto. Ho preso il traghetto per attraversare la frontiera sorridendo al vento caldo. Sono tornato in Europa con una certezza:  Istanbul è una città incredibile, tutta.

 

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