Dove tutto è cominciato

Frugando in uno scatolone ho ritrovato una pila di fogli e ritagli di giornale di un pò di anni fa: un bel pò di anni fa. Sul foglio con la data più lontana racconto il luogo dove si è svegliata la consapevolezza del mio futuro.

porticciolo

Una sera d’autunno poco prima del tramonto.

Il porticciolo è rassicurante, abbracciato da una scogliera che protegge alcune barche messe in fila come bambini che aspettano il suono della campanella prima di uscire da scuola. Alcuni vecchietti occupano i giardini circostanti, gesticolando e rumoreggiando mentre giocano a scopone su di un muretto. Le loro voci  sono coperte dalle urla di dolore di altre barche, sgangherate, parcheggiate sulla riva ed avvolte da alghe secche che coprono le varie ammaccature, come il trucco fa con le rughe delle vecchie signore.

Il mare è silenzioso, tranquillo come solo il mare calmo sa essere. Anche dei pescatori, poco lontano, calano la rete adagio, per non disturbare, cercando di ingraziarsi  l’unica fonte di guadagno che hanno.

Visto da lì il paesaggio sembra disegnato da Giacinto Gigante, disturbato da un’insegna luminosa di un fast-food che lo rende pateticamente moderno. Il tramonto si fa annunciare da un intenso colore rosso che macchia il cielo a casaccio e abbronza la mezza luna, pallida fino a quel momento. Il sole saluta, ma prima di andarsene accende le luci del porto, pronto per la notte che sta arrivando.

Lì nel mezzo io, tramortito da un’intollerante voglia di partire…

 

…ed ho cominciato.

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