Taccuino Siriano

taccuino siriano     Questa curiosissima sensazione di sfasamento durante lo scontro. Il rumore infernale degli spari dà sui nervi, mentre si tratta di fuoco amico, senza alcun pericolo. Dall’altra parte sembrano petardi, un gioco da bambini, per ridere. Cerchiamo di stare al riparo, ma ci sono aperture ovunque, traiettorie di tiro ovunque, non hai nessuna idea di ciò che è sicuro o meno. Chiedi, e devi credere sulla parola. Tutto rimane favolosamente astratto, anche quando i tizi di fronte ti sparano addosso. E’ solo nel momento in cui ti prendi una pallottola, immagino, che tutto diventa di colpo e irrimediabilmente concreto. Ma finchè stai bene, continua ad avere qualcosa di curiosamente irreale, come se ti muovessi in un sogno, come se tutto ciò che succede capitasse agli altri, non a te.

Bilal mi mostra di nuovo il cellulare. Un uomo con il ventre squarciato, polmoni e visceri fuori, che i medici rimettono a posto. Tutti questi telefoni sono musei dell’orrore.

 

                                                                           “Taccuino Siriano”  Jonathan Littell

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