L’annusatrice di libri

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Per la prima volta dopo mesi aveva letto, su quello non c’erano dubbi, ma le parole che le erano sgusciate dalle labbra non erano penetrate nella sua mente passando per gli occhi.

“Ho letto col naso”, farfugliava camminando. “Ho visto delle cose con il naso”.

“Ci sono persone a cui piace annusare i libri: alcuni amano l’odore della carta e dell’inchiostro quanto, e talvolta più, dello stesso contenuto dei libri. Noi annusatori siamo riservati ed evitiamo di annusare in pubblico, nel timore di essere giudicati strani”.

Adelina promise e si diresse verso casa, domandandosi se una vita senza libri avesse davvero motivo di essere vissuta.

“… ti è capitato, alla fine di un romanzo, di dispiacerti di non poter avere più notizie di un certo personaggio?”. “Si, molte volte”, aveva risposto Luisella. “Finire un romanzo è come dire addio a dei cari amici, ma nella Commedia umana [Honoré de Balzac] molti  dei personaggi si muovono da un’opera all’altra: il protagonista di un romanzo può ricomparire come comprimario in un racconto, mentre il personaggio al quale non era stata dedicata che qualche paginetta può diventare protagonista dell’opera successiva”.

Che si sia notai o ragazzotte di paese, arriva per ognuno il momento di sentirsi piccoli e indegni.

Grazie al cielo un romanzo scritto circa settant’anni prima era riuscito ad aprirle gli occhi. […]. Forse era per cose come quella, pensò Amalia, che tanta gente amava i romanzi.

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