Mal d’Africa

  1. Sto leggendo Ebano. Kapuscinski racconta da reporter, da viaggiatore, da uomo curioso che non esita a rischiare la vita per essere testimone delle vicende di un continente che “è solo per semplificare e per pura comodità che lo chiamiamo Africa”. L’infamia della schiavitù, lo sfruttamento dei bambini, le guerra per l’indipendenza, la vita di tutti i giorni e l’anima degli africani, vissuta e narrata dal reporter polacco che si è immerso in questo paese con passione incondizionata.
  2. Il numero di ottobre del National Geographic racconta “La guerra dei minerali”. Uno straziante documento sulla miniere del Congo e di come un gruppo di ribelli sfrutta il lavoro di uomini e bambini per finanziarsi la guerra vendendo i minerali che arricchiscono il sottosuolo di questo paese alle multinazionali occidentali e lasciando nella miseria interi villaggi.
  3. La straziante tragedia di Lampedusa.

Mal d'Africa

Leggo il post di Mariangela Traficante sul blog chelibromiporto.com ed improvvisamente metto insieme questi tre momenti che viaggiavano inspiegabilmente separati nella mia mente, trovando, finalmente, una spiegazione all’inquietudine, allo sdegno ed alla rabbia che in questi giorni tormentano la mia anima.

Non conosco il continente nero, tranne il suo nord e la Tanzania, ma è stato sufficiente a crearmi quel piacevole malessere che si fa vivo impetuoso, ogni volta che penso all’Africa.

Riguardo le immagini della tragedia di Lampedusa e penso a Balengo, alla sua famiglia che mi ha accolto con cordialità, al sorriso dei suoi bambini, ai colori di Zanzibar. Alla compagnia di quel viaggio, con la quale ho condiviso l’improvviso amore per questa terra e la rabbia per tutto quello che le è stato fatto e che ora non può più lasciare nessuno indifferente.

Vivere alle falde del Kilimanjaro

di Monica Marani

Vivere in Tanzania, se si esclude qualche posto turistico, non è semplice, anzi è duro.

Ho vissuto qualche anno sugli altopiani, alle falde del Kilimanjaro: certo in posizione privilegiata, in quanto moglie di un masai e “shemeji“, cognata, di ogni persona del posto! Justin (mio marito) ed io abbiamo gestito il nostro ristorante italiano e il piccolo hotel con difficoltà ed arrabbiature per  continue vessazioni  e richieste di  “mancette “ a causa di non bene specificate manchevolezze del ristorante.

Ma siamo stati anche apprezzati per la nostra cucina e per la nostra ospitalità!

Ho visto tanta disperazione, tanta corruzione e rassegnazione nella gente, nella consapevolezza che niente avrebbe potuto cambiare la loro miseria.

Si muore per poco, pochissimo in Tanzania, spesso per nulla. I diritti sono per pochi .

Spesso ho odiato questa terra: un giorno senza acqua e due giorni senza corrente elettrica! Strade allagate e con buche profonde. Ho ancora nel cuore e negli occhi scene di sofferenza e prepotenza che mi hanno fatto desiderare spesso di ritornare in Italia.

Ma la Tanzania sa ripagarti di ogni arrabbiatura e di ogni angoscia. Quando arriva la sera e il cielo si riempie zeppo di stelle e la via lattea ti sembra così vicina da riuscirvi ad immergerti !

Quando guardi fuori dalla finestra e vedi gli alberi di jacaranda pieni di fiori arancio vivo. Quando ritiri il bucato che sa di pulito e vedi il kilimanjaro con la neve davanti casa! La Tanzania ha risvegliato le mie  emozioni più profonde, sia che abbiano toccato  le corde della sofferenza che della gioia.

E poi siamo ritornati in Italia… Perchè? E’ la domanda che mi sento rivolgere molto spesso.
Potrei elencare queste ragioni, oppure tirare in ballo la nostra bambina che merita migliori opportunità: tutto ha contribuito ma, forse, la ragione più profonda era che non ero pronta, nonostante io sia stata quella della coppia più decisa a trasferirmi in Tanzania.

Non ero pronta ad affrontare ogni nuovo giorno con emozioni fortissime; un pò come vivere lo stato dell’ innamoramento tutti i giorni, per anni! Non ho retto !

Ma ora quanto mi manca…

E allora il progetto futuro è di ritornarci , ma con più consapevolezza e maturità.

Un giorno, un amico italiano che vive in Tanzania da anni mi ha detto:” Strano paese questo: ci sei e vuoi andartene, ma quando te ne vai ti manca da morire”

In attesa organizzo viaggi in Tanzania: con passione e conoscenza e soprattutto, in luoghi fuori dai soliti percorsi conosciuti. É il mio modo di tenermi vicina la Tanzania!

Potete contattarmi anche solo per parlare d’Africa…

www.sanblastravel.it

monica@sanblastravel.it

Zanzibar: …e se il mio nome fosse stato Balengo?

La bassa marea ci aiuta a salire sulla barca di Carlos. La “terra dei neri”è assediata dal cielo macchiato dalle nuvole e da una tavola turchese che si lascia levigare mansueta. Carlos ci guida al suo villaggio raccontandoci della sua terra, della famiglia e della vita a Zanzibar. Dice di essere felice, ma ci invidia il progresso che legge sulle riviste che trova in città. La serenità del suo sguardo rallenta il tempo che quasi si ferma. Chiedo a Carlos il suo nome africano: Balengo. Mentre dei bambini mi invitano a giocare con una palla fatta di buste di plastica e corda, mi chiedo: “Come sarebbe stata la mia vita se il mio nome fosse stato Balengo?” (Continuo a chiedermelo). L’accoglienza della gente, il sorriso dei bambini, il profumo di spezie in cottura, i colori di questa terra, sono la mia Zanzibar e non mi lascia mai. Neanche la rabbia per tutto quello che l’occidente ha fatto a questa terra mi lascia. Guardo negli occhi un bimbo che mi saluta con la mano, vorrei aiutarlo… ma è lui che sta aiutando me.

Cambio vita per un Masai

“Adesso basta” : lasciare il lavoro e cambiare vita – filosofia e strategia di chi ce l’ha fatta. E’ il libro che tutti i sostenitori del downshifting hanno letto. L’autore, Simone Perotti, racconta la sua esperienza: da manager affermato lascia tutto e decide di cambiare vita riprendendosi la sua libertà, dedicandosi alla scrittura, a navigare e a qualche lavoro occasionale. Il libro dà voce, anche in Italia, a chi si è reso conto di vivere di corsa, in una direzione sbagliata, verso una meta senza ricompensa.  Scalare marcia è il desiderio di molti, stanchi della corsa al consumo, – “Scocciata della solita corsa al bello, al meglio” – come racconta Donatella Crispino che da Siracusa è andata a vivere in Africa.                                                                                                                   Spinta dall’amore per un Masai, Dona, lascia il suo lavoro in una società petrolifera in Italia per organizzare safari ed escursioni in Kenya e Tanzania – “fuori dagli itinerari turistici classici”- ci tiene a precisare. Non nasconde la nostalgia per la famiglia ed anche qualche difficoltà ad abituarsi al pole pole africano che contrasta con la sua reattività. Si sente ripagata, però, dalla semplicità e dalla spontaneità della nuova vita, dal senso di libertà che prima non aveva.  – “Qui non mi vesto più in modo elegante se non in occasioni rarissime. Quasi nessuno, tranne gli italiani residenti, guarda come mi vesto” –  ci racconta Donatella via email. – “Certo, anche in Kenya ci sono problemi ed un conto è vivere in Africa da turista, un altro è stabilirvi la residenza. Comunque, adoro questo posto. E non so se tornerò in Italia”. Dona è a Malindi dal 2000. – “Ho conosciuto John durante una vacanza ad agosto e sono venuta definitivamente a dicembre. Quindi…decisione presa e …..ecco fatto che ci sono”. – “Vivo quasi in centro, dove mio figlio Solomon, che oggi ha otto anni, frequenta una scuola privata dove ci sono altri ragazzini figli di coppie miste”.                                                                                                                               E’ serena Donatella e la sua esperienza è la testimonianza che si può fare. Si possono lasciare lavoro, famiglia, agi e sicurezze per seguire un sogno. Ha interrotto la sua corsa ed anche grazie all’amore per suo marito e suo figlio Solomon, è riuscita a dare alla sua vita un svolta consapevole. Ci vuole coraggio!

Quanti viaggiatori ho sentito dire – “Un giorno verrò a vivere qui” – Pochi lo faranno realmente.

Per contattare Donatella:

http://donamasai.forumattivo.com

tellonia@hotmail.com