#UnViaggioUnLibro

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Viaggi e libri affollano la mia esistenza.
Convivono senza ostacolarsi, ognuno con la sua libertà, alternandosi con gentilezza ed educazione. A volte si intrecciano brevemente, come fanno le onde con gli scogli, lasciando uno la scia sull’altro. Altre si fondono in una catena indissolubile, nonostante non ci sia tra loro nessun legame.

Per qualche misteriosa alchimia, libro e viaggio diventato un unico ricordo, senza riuscire a stabilire quale dei due sia stato più importante.
Ci sono camere di alberghi, spiagge, alberi, corse in treno, bar, intere città che saranno per sempre associati alla bellezza del libro che ho letto in quel momento. Ci sono libri, dei quali non resterà traccia nella storia, che ricorderò per l’empatia che hanno saputo creare con il fascino del luogo dove sono stati letti.

Proverò a raccontare questi momenti con #UnViaggioUnLibro.

 

Un libro è un libro, un ebook è un ebook

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Leggere un libro è come prendere il sole sulla spiaggia: le mani nella sabbia, il profumo del mare, il chiacchiericcio in sottofondo. Legge un ebook è come prendere il sole sul terrazzo di casa: ci si abbronza lo stesso, si suda allo stesso modo e ci si può divertire ugualmente.

Io preferisco ancora andare il libreria, girare tra gli scaffali, lasciarmi condizionare da una copertina e magari sbirciare cosa leggono gli altri. Uscire con una busta di carta da tenere sul sedile dell’auto accanto a me e lasciare che il libro cominci a bisbigliarmi qualcosina. Tornare a casa e riporlo accanto al letto dove, quando tutti dormono, potrà cominciare a raccontarmi la sua storia.

Nulla può accedere

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Entrare in libreria è come tornare a casa, mi vien voglia di togliere le scarpe e mettermi comodo. Mi guardo intorno, sorrido e penso. Anche se questa città non mi appartiene e la società va in una direzione che non condivido, c’è una tale quantità di libri da leggere che nulla di brutto mi può accadere.

Enzo Biagi, per caso.

Enzo Biagi
Ritratto fotografato nella redazione del Corriere della Sera

A Firenze, sotto la stazione, c’è un posto dove puoi comprare libri. Non una libreria, ma una sorta di stand con la vetrina, dove si illuminano gli occhi di chi apprezza libri fotografici, di architettura e cose strane. In uno scatolone ho scovato un libro che sembrava non meritare attenzione. Quando l’ho visto con la copertina rossa, le scritte 20160703_211336-picsaygialle e tutte le pagine macchiate dal tempo, ho avuto un sussulto: ENZO BIAGI “Senza dire arrivederci”. L’avevo dimenticato, me ne sono vergognato. Tanti anni senza leggere Enzo Biagi.

E’ lui che mi ha raccontato l’Italia di mio nonno e di mio padre. E’ lui che mi ha aperto gli occhi sull’Italia della mia adolescenza. Ricominciare a leggere Biagi è stato come tornare a casa dopo un lungo viaggio. Ho ritrovato la narrazione piena di nostalgia nel ricordare gli avvenimenti della vita sua e degli altri. L’eleganza nel porre domande scomode. La maniacale e malinconica descrizione dei luoghi e dei personaggi. L’immediatezza con la quale Biagi riusciva a farsi capire da tutti.

Credo sia di Biagi il primo libro che ho letto: “Mille camere”, quelle degli alberghi frequentati duranti i suoi reportage da tutto il mondo. Nelle prime pagine del libro c’è una citazione: “E’ giunto il tempo di sciogliere le vele” ed io ho cominciato a sognare.

 

La Terra di Mezzo

20141031_160328-picsayQuando comincio un libro, fin dalle prime pagine, cerco delle affinità con un personaggio, dei punti in comune per poter vivere la sua storia. Quando queste affinità sono forti, mi gusto il racconto nella testa, per tutto il giorno, fino a sera. Poi delego ad un segnalibro la memoria degli avvenimenti e mi addormento appagato.
Un attimo prima che il libro finisca, comincio una vita parallela nella Terra di Mezzo. Quando non è ancora calato il sipario sulla storia che sto leggendo, sono già alla ricerca di nuovi protagonisti ai quali accompagnarmi: comincio a cercare un nuovo libro! Un limbo entusiasmante tra vecchio e nuovo.
La vita nella Terra di Mezzo non è semplice: leggere qualcosa dello stesso autore? Sullo stesso argomento? Cambiare decisamente genere? Un bel tormento! Si perché, vivere nella Terra di Mezzo è un’esperienza surreale. Un viaggio astrale alla ricerca della stella cometa da seguire. E’ come se dovessi decidere che vita vivere nei giorni a seguire. Reporter, soldato di ventura, investigatore, cameriere, viaggiatore. Uomo, donna, italiano, giapponese, francese. Un inutile supplizio, tanto a decidere non sarò io.
I libri esercitano su di me una forma non ben definita di potere. Quando c’è un libro nelle vicinanze la mia attenzione subisce un’interruzione e si sposta su questo rettangolo di carta. Non riesco a distinguere se sono incuriosito dalla storia che può raccontarmi, o affascinato dall’oggetto. Sono tentato di rapirlo per poterlo tenere nelle mani. Questa ossessione, quando sono nella Terra di Mezzo, è incontrollabile. Non c’è cura e non voglio essere curato, voglio solo continuare a leggere.

Ho comprato un ebook, non volevo!

Ho comprato un ebook ed installato un lettore sullo smartphone, non volevo! E’ colpa di Super Santos di Roberto Saviano, Street Photography di Barbara Oggero e Pendolibro 2014 di Libreriamo. Sono solo alcune delle pubblicazioni digitali che volevo leggere ma che ho continuato ad ignorare per intransigenza eccesiva. Non ho cambiato idea rispetto a quanto scritto qualche settimana fa, ma sono alla ricerca costante di storie che raccontano il mondo e l’essere umano che lo abita e quindi, se ne varrà la pena, non metterò le mani nella sabbia, non sentirò il rumore del mare, ma leggerò una storia arricchendomi di nuove emozioni e va bene così.

Estate di mare, natura, libri e riflessioni

s.andreaUn pomeriggio insonne con poca voglia di mare mi porta a Sant’Andrea Apostolo dello Ionio. Fa caldo ma c’è un leggero vento di mare che smuove l’aria silenziosa. Man mano che l’auto si arrampica tra le curve della collina calabrese, dai finestrini aperti entra “Come sei veramente” di Giovanni Allevi. allevi2alleviNel deserto della controra dei paesini del sud, sorrido: nel mio zaino c’è Classico Ribelle”, uno dei suoi libri un po’ strani, con il segnalibro ad indicarmi che è quasi finito. L’ho incontrato nella sua Ascoli per lavoro, cordiale, geniale, con un entusiasmo coinvolgente: un sognatore.

mare

gramellinikGià i sogni. Ho cominciato a sfogliare “Fai bei sogni” di Gramellini perché, chi viaggiava con me, non aveva più voglia di leggere. L’ho divorato prima che la fine della settimana di all inclusive potesse azzerare l’ozio nel quale ero immerso. Mi sono riconosciuto nelle insicurezze del protagonista bambino, nella voglia di scrivere.
Dopo, ho dovuto subito rifugiarmi in Kapuściński con “Autoritratto di un reporter” per leggere come avrei voluto che fosse la mia vita: viaggiatore, reporter.

gole del calore

grotte bussentoterzaniTutto intorno a me è pace. Un’immersione nella natura del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano tra Le Gole del Calore, le Grotte del Bussento, il mare dei pittoreschi paesi cilentani che hanno sempre il comune gemello in montagna,. Escursioni e mare di giorno e serene letture di notte, nel silenzio del riposo di tutti, dove le domande, sempre le stesse, fanno più rumore. Chi sono? Perché mi succede quello che mi succede? A cosa porta? Perché sono qui adesso tra queste montagne a pormi queste domande, finalmente così nitide? Ancora la ricerca del senso della vita. Dopo dieci anni ho riletto “Un altro giro di giostra” a dieci anni dalla scomparsa dell’autore Tiziano Terzani. L’ho riletto con altri occhi, con un’altra mente e un’altra coscienza. Trovo in Terzani le mie domande. Lui ha avuto la possibilità, la fortuna ed il coraggio di cercare una risposta in giro per il mondo, io continuo a cercarla nei libri e nella vita degli altri invece che nella mia.

marzamemilapa1Marzamemi era stracolma di gente. Stavamo per andar via e vedo una Lapa, un’Apecar piccola e tutta colorata che non vendeva verdura ma libri. Era parcheggiata sotto un gazebo illuminato con davanti delle cassette per la frutta che contenevano libri per bambini. Seduto su una piccola sedia di legno il proprietario, un ragazzo con la barba nera e veltronifolta che leggeva e rideva. Ovviamente mi avvicino ed entriamo subito in sintonia. Compro “La scoperta dell’alba” di Walter Veltroni. Come al solito, mi sono immedesimato nel personaggio cercando un’affinità, dei punti in comune per poter vivere la sua storia. Ne è scaturita una appassionante riflessione su mio padre, mio figlio ed il nostro rapporto. Ma, forse, sarà stato il magnetismo della Sicilia, la fine dell’estate e la necessità di ricominciare a mettere ordine per il ritorno a casa.