Ci si abitua a tanta bellezza?

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Quando tutti sono usciti, le luci cominciano a spegnersi. Si sente solo il rumore delle serrature che bloccano le porte per tutta la notte, lasciando le opere d’arte da sole a riposare.

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Quando tutto è fermo, noi entriamo. Un privilegio che si fa consapevolezza man mano che attraversiamo i corridoi del Museo degli Uffizi a Firenze. Vengo avvolto da un senso di smarrimento che non mi turba anzi, mi rallegra: è la bellezza.

Tutto intorno è bellezza.

E’ notte fonda e tutto sembra statico, senza vita. Invece scopro particolari nuovi ogni volta che riguardo un dipinto, come se si fossero aggiunti a loro piacimento, come se volessero farsi scoprire un pezzo alla volta. Una luce diversa illumina le statue ad ogni passaggio cambiandone l’espressione, donandogli nuova energia. Non pensavo potesse essere così vivo un museo di notte.

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I giorni passano e tutti i Musei di Firenze chiudono le porte alle nostre spalle con noi all’interno. La notte ed il silenzio aiutano a creare una strana complicità con i capolavori che il mondo intero ci invidia ed io sono grato al mio lavoro per quest’altra esperienza incredibile.

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STANOTTE A FIRENZE

In nome di Dio

innomedidio.jpgIl mio rapporto con la religione è confuso, contraddittorio. Se penso a quante guerre, quanta sofferenza, quanti morti ci sono stati nella storia dell’umanità in nome di Dio, rabbrividisco. Quante divisioni, quanti contrasti, quante diversità. Ho potuto fare una sorta di viaggio in queste diversità.

moschea4chiesa valdese3sinagoga2roma9Roma. Per entrare nella Basilica di San Pietro, bisogna fare la coda in un percorso obbligato. Nella Chiesa Evangelica Valdese ci si può intrufolare, mentre per entrare nella Moschea bisogna togliersi le scarpe. Nella Sinagoga è molto più difficile.
L’architettura è ovviamente diversa, ognuna a suo modo stupenda. All’interno ci si comporta in modo diverso. I turisti affollano San Pietro in ordine sparso, mentre sono ordinati e guidati nella Sinagoga. C’è qualche curioso nella Chiesa Valdese, nella Moschea solo fedeli.

innomedidio2.jpgChi prega lo fa in modo diverso, in lingue diverse e con gesti diversi. Mi siedo, in modo diverso, e sento profumi diversi.

Ma quando resto con la coscienza nuda davanti a Dio, tutte queste diversità scompaiono in un istante. Cerco lo sguardo degli altri e capisco che tutti chiedono le stesse cose, tutti ringraziano per le stesse cose. Tutti provano le stesse sensazioni e le stesse emozioni.
Allora perché, in nome di Dio, il mondo continua a distruggersi!

Il mare e la plastica

Il primo impatto non è stato piacevole a causa di un nuvolone nero e della voglia di tornare sulla spiaggia di Calamosche. Poi Matty stacca la maniglia dal suo secchiello e mi dice “Giochiamo a lanciarci il boomerang che non torna?”
Il sole taglia le nuvole con l’aiuto del vento e restiamo a giocare in un mare splendente e profumato, divertendoci come matti fino al tramonto quando un moderno carrettino, 20140827_185423-picsayportandoci una gustosa granita al pistacchio, ci invita a lasciare la spiaggia di San Lorenzo per andare a scoprire un altro angolo di Sicilia.
Un pezzo di plastica blu mi lega a questo luogo, al quale non ho avuto neanche il tempo di fare una foto.

Vendicari: pace assoluta

vendicari1Il mio approccio con la meditazione è stato un fiasco. La mente viaggia per i fatti suoi e la confusione regna sovrana; altro che pace interiore, altro che armonia con il mondo esterno. Continuo a provare invidia e diffidenza verso chi medita, verso chi è in equilibrio.

vendicari7Durante il viaggio in Sicilia di quest’estate, sono andato nella Riserva Naturale di Vendicari. Arrivare sulla spiaggia di Calamosche è stato piacevolmente faticoso: venti minuti di cammino sotto il sole, mitigato da qualche albero di ulivo compassionevole in un deserto di sabbia. La vista del mare cancella la fatica: l’acqua è splendida.

vendicari3Poi, è successo! Sono entrato in uno stato di pace assoluta. Meraviglioso! Ho provato serenità completa in totale equilibrio con la natura: ho sentito il mare, le rocce, la sabbia, il vento. Nulla intorno a me interagiva con me, nulla era fastidioso ne le urla della gente, ne gli schizzi d’acqua: la natura ha vinto su tutto il resto ed io ne ho goduto. Una strana sensazione di benessere molto vicina a quel che, penso, possa essere meditare, ma senza meditare.

vendicari8Al tramonto la spiaggia si svuota ed io sono ancora stordito dalla forte emozione. Come sarebbe giusto vivere in questa condizione interiore sempre. Voglio ricordare questo momento!

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Estate di mare, natura, libri e riflessioni

s.andreaUn pomeriggio insonne con poca voglia di mare mi porta a Sant’Andrea Apostolo dello Ionio. Fa caldo ma c’è un leggero vento di mare che smuove l’aria silenziosa. Man mano che l’auto si arrampica tra le curve della collina calabrese, dai finestrini aperti entra “Come sei veramente” di Giovanni Allevi. allevi2alleviNel deserto della controra dei paesini del sud, sorrido: nel mio zaino c’è Classico Ribelle”, uno dei suoi libri un po’ strani, con il segnalibro ad indicarmi che è quasi finito. L’ho incontrato nella sua Ascoli per lavoro, cordiale, geniale, con un entusiasmo coinvolgente: un sognatore.

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gramellinikGià i sogni. Ho cominciato a sfogliare “Fai bei sogni” di Gramellini perché, chi viaggiava con me, non aveva più voglia di leggere. L’ho divorato prima che la fine della settimana di all inclusive potesse azzerare l’ozio nel quale ero immerso. Mi sono riconosciuto nelle insicurezze del protagonista bambino, nella voglia di scrivere.
Dopo, ho dovuto subito rifugiarmi in Kapuściński con “Autoritratto di un reporter” per leggere come avrei voluto che fosse la mia vita: viaggiatore, reporter.

gole del calore

grotte bussentoterzaniTutto intorno a me è pace. Un’immersione nella natura del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano tra Le Gole del Calore, le Grotte del Bussento, il mare dei pittoreschi paesi cilentani che hanno sempre il comune gemello in montagna,. Escursioni e mare di giorno e serene letture di notte, nel silenzio del riposo di tutti, dove le domande, sempre le stesse, fanno più rumore. Chi sono? Perché mi succede quello che mi succede? A cosa porta? Perché sono qui adesso tra queste montagne a pormi queste domande, finalmente così nitide? Ancora la ricerca del senso della vita. Dopo dieci anni ho riletto “Un altro giro di giostra” a dieci anni dalla scomparsa dell’autore Tiziano Terzani. L’ho riletto con altri occhi, con un’altra mente e un’altra coscienza. Trovo in Terzani le mie domande. Lui ha avuto la possibilità, la fortuna ed il coraggio di cercare una risposta in giro per il mondo, io continuo a cercarla nei libri e nella vita degli altri invece che nella mia.

marzamemilapa1Marzamemi era stracolma di gente. Stavamo per andar via e vedo una Lapa, un’Apecar piccola e tutta colorata che non vendeva verdura ma libri. Era parcheggiata sotto un gazebo illuminato con davanti delle cassette per la frutta che contenevano libri per bambini. Seduto su una piccola sedia di legno il proprietario, un ragazzo con la barba nera e veltronifolta che leggeva e rideva. Ovviamente mi avvicino ed entriamo subito in sintonia. Compro “La scoperta dell’alba” di Walter Veltroni. Come al solito, mi sono immedesimato nel personaggio cercando un’affinità, dei punti in comune per poter vivere la sua storia. Ne è scaturita una appassionante riflessione su mio padre, mio figlio ed il nostro rapporto. Ma, forse, sarà stato il magnetismo della Sicilia, la fine dell’estate e la necessità di ricominciare a mettere ordine per il ritorno a casa.

Napoli e le anime del Purgatorio: il Cimitero delle Fontanelle

cimfontanelle3Dopo pochi passi cominci a sentire un odore particolare: non è solo suggestione. Quelle ossa non sono solo ossa. Quei teschi lucidi non sono solo i resti di un tuo antenato, ma la testimonianza di una speranza. Non ci credi, ma guardando quell’enormità di resti umani compostamente ammassata, non puoi fare a meno che cominciare a rispettare quanti, nei cimfontanelle4decenni passati, se ne sono presi cura, credendoli la rappresentazione delle anime abbandonate del Purgatorio. Si entrava nel Cimitero delle Fontanelle e si lucidava il teschio adottato, pregando che l’anima del defunto potesse trovare pace in Paradiso, con la speranza di ricevere in cambio una grazia o dei numeri da giocare al lotto. Respiri la miseria umana avvicinandoti a quelle ossa. Cerchi di dare un volto a chi è stato lì prima di te e come te, ha cercato il teschio a cui affidare la propria speranza.

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Il Cimitero delle Fontanelle del rione Sanità a Napoli è il luogo dove i napoletani di metà secolo scorso, cercavano nei morti la consolazione che nei vivi non riuscivano a trovare. Oggi è ancora il simbolo di una città dove il sacro ed il profano sono due faccie della stessa medaglia e si cerca ancora aiuto alle “anime del Purgatorio”.

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Momenti straordinari

tantarugaseychelles copyCi sono momenti della vita straordinari che ho avuto la fortuna di fermare in una foto: questo è uno di quelli. Mentre ero immerso nel tepore pomeridiano di Anse Takamaka sull’isola di Mahè alle Seychelles, mi accorgo che una Caretta Caretta sta tornando in mare, forse dopo aver depositato le uova. L’eccitazione cerca di farsi strada tra i timori nati per le tante raccomandazioni ricevute dalla guida, per non traumatizzare la tartaruga. Mi tengo lontano con un brivido che gela le lacrime negli occhi incantati dall’emozione. Quando tutto è finito, confuso nelle onde del mare, resto impietrito, consapevole che quel momento resterà per sempre un dentro di te.