Cose che solo a Firenze

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Stanza 22. E’ sempre la stessa; quasi sempre. Dalla finestra si vede un incrocio, banale, ma più in là scorre il fiume con i suoi scoiattoli. C’è chi corre, chi passeggia, chi torna a casa in bici. Sta per finire una giornata piena di cose che solo a Firenze posso stare tutte insieme.

 

Sono passato davanti questa chiesa innumerevoli volte. Evidentemente sempre voltato da un’altra parte, sempre immerso in altri pensieri. All’interno c’è un silenzio assoluto, tenuto da una signora che non ammette eccezioni: è la Chiesa di Ognissanti. Il Crocifisso di Giotto risplende di oro e di blu, mettendo in ombra tutto il resto. E’ un intenso stupore quello che provo, una meraviglia inaspettata. Uscendo leggo su di un leggio posto a metà della navata centrale: “Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità”. Anch’io!

 

Alcuni vicoli di Firenze sono come i tappeti delle hall dei vecchi alberghi, un po’ maltrattati, tra l’antico e l’usurato, ed io percorro questa zona della città come se fosse una parte della mia, con la stessa confidenza.

Sulle facce della gente intorno a me ci sono le tracce di mezzo mondo: chissà in quanti notano che mancano delle statue dalla facciata del Duomo. Vengono rimosse quelle molto degradate e sostituite con delle copie; le originali dopo il restauro resteranno a riposo nel Museo dell’Opera del Duomo. Nella Bottega dell’Opera di Santa Maria del Fiore vengono scolpite a mano copie esatte delle statue che hanno bisogno di curare le ferite. All’interno, ho subito la sensazione di essere lontano nel tempo. Gli artisti clonano con accurata precisione sculture centenarie. La polvere di marmo ti entra nella narici e comincia a scendere nella gola: è un piccolo esercito che combatte le minacce del tempo.

 

La battaglia vera, quella con le spade, le lance ed i cavalli, si combatte nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, negli affreschi del Vasari. La sala è quasi vuota e l’aria è carica di una calma speciale. Gli eserciti sono lì, fermi, in silenzio, come in attesa che anche l’ultima ombra sotto di loro scompaia. Cerco di nascondermi sbirciando da dietro le porte per vedere se tornano a combattere quando non c’è nessuno, ma le statue intorno fanno buona guardia e non mi resta che lasciare Palazzo Vecchio, consumando il rito dell’incisione di Michelangelo a pochi passi dagli Uffizi.

 

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Tra le opere custodite nella Galleria degli Uffizi, ce n’è una che mi entusiasma in modo particolare: “Annunciazione” di Leonardo da Vinci. Forse perché Leonardo l’ha dipinta a solo vent’anni, forse per la sua luminosità, forse perché ho avuto il privilegio di poterla guardarla per ore, godere dei dettagli, assorbire il suo messaggio.

E poi c’è Blub:

“… L’acqua è il mio elemento. Dall’acqua nasce la vita, è il lato nascosto della materia. Quando sei immerso, l’istante si ferma e non c’è peso, mentre i pensieri fluiscono in una dimensione sospesa… per questo ripropongo i personaggi che hanno trasmesso un esempio di grandezza che sopravvive anche oggi, proprio sotto l’acqua, senza tempo.”.

La stanza 22 è avvolta dal buio. Solo il piccolo scrittoio è illuminato da una abat-jour vintage che disegna delle strisce di luce sulla parete di legno. C’è tempo solo per offrire tutte le emozioni ad un taccuino…

Quel ch’è stato… il 2012

Un anno strano il 2012, pieno di contraddizioni. Non ho viaggiato quanto avrei voluto, ma ho visto luoghi che mi hanno emozionato e conosciuto persone interessanti. Alcuni di questi luoghi sono nelle foto che seguono. Le persone, beh, quelle le tengo per me.

Firenze
Firenze
Firenze
Firenze
Accademia della Crusca
Accademia della Crusca
Le stanze di Montanelli - Fucecchio (Fi)
Le stanze di Montanelli – Fucecchio (Fi)
Museo Leonardiano Vinci (Fi)
Museo Leonardiano Vinci (Fi)
Leonardo da Vinci
Leonardo da Vinci

 

 

 

 

Assisi
Assisi
Botero - Pietrasanta (Lu)
Botero – Pietrasanta (Lu)
Cascata delle Marmore - Terni
Cascata delle Marmore – Terni
Lago di Piediluco (Terni)
Lago di Piediluco (Terni)
Gubbio
Gubbio
Miliscola - Bacoli (Na)
Miliscola – Bacoli (Na)
Napoli
Napoli
Polignano (Ba)
Polignano a mare  (Ba)
Cisternino (Br)
Cisternino (Br)
Lecce
Lecce

 

 

 

 

 

Terra di Puglia
Terra di Puglia
Termoli (Cb)
Termoli (Cb)
Isole Tremiti
Isole Tremiti
Siena
Siena

 

Pisa
Pisa

 

 

 

Montecatini Terme (Pt)
Montecatini Terme (Pt)

 

 

 

Viareggio (Lu)
Viareggio (Lu)

 

Libro dei Sogni di Federico FelliniFondazioneFellini Rimini
Libro dei Sogni di Federico Fellini
FondazioneFellini – Rimini

 

 

Vinci e Leonardo

vinci2  Mi ha sempre fatto sorridere la scena del film “Non ci resta che piangere” in cui Troisi e Benigni incontrano Leonardo da Vinci: un simpatico omone dall’espressione assente che non ha nulla a che vedere con il Genio Universale che ha inventato cose in ogni campo del sapere umano del suo tempo.

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Quando pensi a Leonardo da Vinci, non pensi che Vinci esista davvero. Parti per scoprire dove è nata una delle menti più straordinarie di tutti i tempi e scopri un borgo delizioso immerso in una verdissima campagna di uliveti e vigneti, dove l’aria profuma d’autunno anche d’estate. In cima c’è il Castello dei Conti Guidi che ospita la parte del Museo Leonardiano vinci4dedicata all’architettura e all’ingegneria civile, alle macchine da guerra e per provare a volare. C’è una sala dedicata all’ottica fisica, che Leonardo studiava per capire la prospettiva nella raffigurazione delle immagini tridimensionali ed una dedicata alla navigazione fluviale. Sono esposti numerosi modelli corredati da video che mostrano il funzionamento delle invenzioni di Leonardo e la sua straordinaria creatività.

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Mentre salgo sulla torre del Castello penso a quanto sia incredibile l’opera di Leonardo ed involontariamente al sorriso della Gioconda.  Sorrido anch’io per l’idea di poter viaggiare nel tempo e trovarmi al fianco della Monna Lisa in posa, per chiederle che tipo fosse il mitico Leonardo da Vinci. Anche il panorama che mi si presenta davanti, in cima alla torre, mi sembra disegnato da lui. Le colline del Montalbano ed il classico borgo toscano descritto nei dettagli in modo maniacale, senza stupirmi nel vedere antenne sui tetti e minuscole automobili in lontananza. A Vinci l’atmosfera medievale sembra aver resistito nei secoli e la cordialità degli abitanti è tale che mi ritrovo al bar a bere e chiacchierare sulla eccessiva  tranquillità del paese e sulla autenticità della casa natale di Leonardo ad Anchiano. Ho lasciato Vinci con la serenità di chi è stato a casa di amici e salutando promette di restare in contatto.

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