Matty e le Pietre in Equilibrio

Ci siamo allontanti dal percorso tracciato lungo il piccolo fiume Orfento per lasciare un segno del nostro passaggio, come fanno in tanti, una pietra sull’altra.

“Paky chi ha inventato pietra su pietra?”

Abbiamo scoperto che mettere una pietra sull’altra, in equilibrio tra loro a formare una sorta di scultura, è considerata una vera e propria forma d’arte: Pietra in equilibrio, Stone Balancing.

“Mi piace, perchè mi rilasso mentre cerco le pietre adatte e le metto una sull’altra”.

Infatti questa espressione creativa, pare sia nata come un esercizio meditativo nel quale sono indispensabili pazienza, capacità di estraniarsi immergendosi pienamente nella natura e nell’ambiente circostante.

L’energia dell’acqua del fiume, la forza della natura o l’effetto rilassante provato in quel momento, hanno contribuito a far nascere in Matty un particolare piacere a costruire le figure di pietra in equilibrio.

Ogni luogo visitato, che avesse delle pietre, ha visto nascere una scultura. Mi sono lasciato coinvolgere senza alcuna fatica. L’energia positiva che aleggiava intorno a Matty in quei momenti, mi ha condizionato. Ho provato a seguire le pietre con lo sguardo, provando un senso di profondo appagamento nel raggiungimento dell’equilibrio. La ricerca di serenità ha trovato nell’osservazione del componimento una freschezza rigenerante.

Le onde arrivano a lambire le pietre sulla riva, si allontanano lasciando mille bollicine bianche. E poi tornano. Tutto intorno scompare: le poche persone, i lettini in lontananza, il bar con i suoi clienti. Restano solo le pietre una sull’altra, in equilirio, a generare equilibrio.

Il sorriso di Matty gli illumina gli occhi grandi e soddisfatti; una profonda gioia mi pervade l’anima.

Momenti straordinari alle Seychelles

Sono immerso nel confortevole tepore pomeridiano di una spiaggia di Mahè: si sta divinamente. Ci sono abitanti del posto, turisti e viaggiatori, pescatori, bambini e cani che giocano insieme. Tutti si bagnano nella stessa acqua senza divieti, tutti lasciano impronte sulla stessa sabbia che non fa distinzioni. Anche il tempo sembra trovarsi a suo agio e fatica ad avanzare.

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In questa immobilità, mi accorgo che una Caretta caretta sta tornando verso il mare, forse dopo aver depositato delle uova. L’eccitazione cerca di farsi strada tra i timori nati per le mille raccomandazioni ricevute per non traumatizzare le tartarughe. Mi tengo lontano, con un brivido che gela le lacrime negli occhi incantati dall’emozione. Quando tutto è finito, ormai confuso nelle onde del mare, resto impietrito, consapevole che quel momento straordinario resterà per sempre dentro di me.

Mondello al tramonto

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La luce bassa del sole al tramonto ha la forza di rasserenare l’anima. Lo sanno bene le barche in banchina, sicure che nessuno chiederà loro alcuna fatica fino all’alba. Un vento leggero smuove l’aria portando ovunque un intenso profumo di mare. Mondello in primavera è un rifugio sicuro. Uno di quei luoghi in cui hai la conferma che il mondo può andare avanti senza di te. È il luogo ideale per passeggiare, riflettere sulla vita e su come la vorremmo vivere, sopraffatti dalla latente malinconia comune a tutti i luoghi di mare del sud.

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Frammenti di un viaggio in Croazia

     L’estate ormai è solo un puzzle di ricordi e c’è ancora qualche pezzetto di Croazia tra le mie cose che desidera una sistemazione.

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Percorrendo la penisola di Pelješac, lasciandosi alle spalle Dubrovnik in direzione Orebić, il panorama cambia diverse volte. Seguendo la costa, si resta affascinati da come il vento sia riuscito a dare strane forme alle rocce che si riversano fino al mare, disegnando deliziosi scorci ad ogni curva. Si attraversano zone montuose con boschi misti di pini e faggi e anonimi paesini dove è evidente l’opera di ricostruzione del recente passato. Arrivando nei pressi di Drace il paesaggio cambia ancora, il fondale marino si abbassa e sono evidenti allevamenti di ostriche e cozze.

Ho rallentato. Sulla destra c’era una terrazza sul mare con pochi tavoli, ho messo la freccia e ci siamo fermati, come se ci stessero aspettando, come se avessimo prenotato. Non è stata una pausa pranzo, ma un’esperienza sensoriale, un incontro fatale. Siamo stati avvolti da una folata di armonia ed allegria insieme. La gentilezza dei proprietari è stata offuscata solo dalla bontà della loro cucina. Mussel & Oyster Bar SUTVID  è un posto delizioso: un venticello piacevole, zuppa di cozze e ostriche appena tirate dal mare e vino bianco e quell’atmosfera calma che solo il mare calmo sa trasmettere.

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Spalato non resterà a lungo nei miei ricordi. Passeggiare nel bellissimo Palazzo di Diocleziano, tra negozi e tavolini di ristoranti ovunque, mi ha ricordato Gesù che caccia i mercanti dal tempio e che forse sarebbe dovuto passare anche di qua.

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In un vicoletto c’è la foto di una donna che sorride tenendosi la testa sui pugni chiusi. E’ la pubblicità di qualche prodotto di bellezza, molto efficace, moderna. Sul muretto che limita la foto, è seduta una signora dall’aria mite con una vecchia bilancia che misura anche l’altezza, e una sedia, disposte perfettamente in linea con la fuga delle pietre di marmo che compongono il pavimento. Nessun sorriso sul viso della signora di Split, ma una incredibile dignità. Ci ha lasciato un fogliettino con il risultato del suo lavoro: sembrava avesse la certezza di espletare un servizio utile alla società. Una lezione di vita.

 

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Il monumento al turismo “Bonaca” che mostra un nuotatore piacevolmente immerso nel mare, è l’unica cosa piacevole di Makarska, che mi ha respinto con la sua confusione assordante.

 

 

 

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cofSi entra in acqua fino alle ginocchia e ci si passa una palla colpendola con il palmo della mano evitando di farla cadere in mare. Sembra un banale gioco da bambini, ma in Croazia è sport nazionale, con campionato incluso. E’ praticato soprattutto da adulti che saltano e si tuffano in acrobazia, dando prova di abilità. Facile, tutto sommato, peccato che i fondali del mare croato siano formati da pietre…

Croazia: un Adriatico da scoprire.

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La Croazia è favolosa. Un mare incontaminato disseminato di isole; parchi e colline decorate da laghi romantici; suggestive città in pietra cucite da viuzze strette ed affascinanti. L’ho percorsa da Dubrovnik a Spalato facendo varie tappe in paesini, spiagge, isole e percorsi naturali, trovando dei veri paradisi dove la natura si è lasciata assaporare senza esitazioni. Ho riscoperto l’odore del mare, forte come quando da bambino giocavo nel porticciolo vicino casa. Ho riascoltato il canto delle rondini, che non ricordo di aver visto così numerose nello stesso cielo.

 

Ma questa incredibile e generosa natura è spesso invasa da un’inaccettabile quantità di esseri umani. In ogni posto mi sono ritrovato a fare la stessa considerazione: perché la gente visita le città tutta nello stesso momento e sotto il sole? Perché si affolla su di un’unica spiaggia? A poco passi c’è la pace eppure…

Questo continuo dover scansare la massa mi ha contrariato per tutto il viaggio, lasciandomi la stessa sensazione che provavo da ragazzo quando in un puzzle di tanti pezzi, trovavo quello che non s’incastrava da nessuna parte: lo giravo e rigiravo senza venirne a capo.

Così, al mio tour in Croazia manca un pezzettino, di sicuro poco importante, ma tale da farmi considerare la foto che segue, la mia icona di questo paese: paesaggio incantevole sotto una coperta di persone.

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Ricordi che perdono colore 3

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Non poteva durare tutta la vita! Ho messo fine alla ricerca di foto e diari di vecchi viaggi di lavoro e non, persi in un trasloco. Una ricerca durata anni, perché non volevo rassegnarmi all’idea di non avere più immagini e parole di un periodo emozionante della mia vita. Quando i ricordi saranno stinti ed anche il bianco e nero della memoria diventerà tutto grigio non resterà più testimonianza del mio passaggio in quei luoghi.
E se non dovessi più incontrare i compagni di quei viaggi, con i quali, anche a distanza di tanti anni, finiamo sempre col ricordare quelle esperienze? E se non ricordassi più niente…?

Se non ricordassi più la Giamaica? Se non ricordassi più le Dunn’s River Falls di Ocho Rios, al seguito di una modella brasiliana, della quale, sono sicuro, non mi dimenticherò mai. Se non ricordassi più le incredibili sconchigliapiagge di Turks and Caicos? Dove si è consumato il mio più grande delitto nei confronti della natura, per il quale, dopo tanti anni, provo ancora rimorso ogni volta che il mio sguardo vi si posa sopra, mitigato solo in parte dal ricordo di un inaspettato bagno in compagnia di razze giganti. Se non ricordassi più di Santiago de Compostela? La cattedrale, la gente intorno. Lo stupore di ragazzo che affronta il primo viaggio all’estero da solo, arrivato dalla costa atlantica della Spagna dopo essersi fermato a Oporto, senza sapere bene dove è finito. E dopo, il rammarico per esserci arrivato in auto e la promessa di tornare. Se non ricordassi più Key West? L’arrivo con l’attrezzatura da lavoro in warning a causa di continui sbalzi di temperatura ed il continuo entrare ed uscire dai bagni dei locali per rimediare con gli asciugamani ad aria. Se non ricordassi più l’emozione provata a trovarmi così vicino a Cuba, fissazione mai soddisfatta di quei tempi?

Ne scrivo qui perché ne resti traccia, e se i miei timori dovessero prendere il sopravvento sulla fantasia e diventare reali, qualcuno potrà leggerli per me.

Il mare e la plastica

Il primo impatto non è stato piacevole a causa di un nuvolone nero e della voglia di tornare sulla spiaggia di Calamosche. Poi Matty stacca la maniglia dal suo secchiello e mi dice “Giochiamo a lanciarci il boomerang che non torna?”
Il sole taglia le nuvole con l’aiuto del vento e restiamo a giocare in un mare splendente e profumato, divertendoci come matti fino al tramonto quando un moderno carrettino, 20140827_185423-picsayportandoci una gustosa granita al pistacchio, ci invita a lasciare la spiaggia di San Lorenzo per andare a scoprire un altro angolo di Sicilia.
Un pezzo di plastica blu mi lega a questo luogo, al quale non ho avuto neanche il tempo di fare una foto.