Isla Mujeres, come una vitamina

Sono scappato da Cancun subito dopo esservi arrivato. Hotel enormi, mega ristoranti, macchinoni, sembrava di essere sul set di un film americano. Mi è mancata l’aria, mi sono diretto verso il porto ed ho preso il primo traghetto per ISLA MUJERES.

L’isola delle femmine è dipinta di tutti i colori del Messico. Cammino fino a quella che sembra essere la punta nord: palme ed acqua cristallina sorvegliata da decine di pellicani che, appollaiati sulle barche dei pescatori, segnano il confine di questo luogo dove il tempo sembra essersi fermato a qualche decennio fa.

Si fa sera, un vento caldo mi guida per le stradine assonnate. In giro non c’è quasi nessuno forse perché è domenica o perché è da poco passata l’ora cena. Sono stregato, intontito dal profumo del mare e dalla birra, sereno per essere nel posto giusto. Un signore mi saluta augurandomi buonanotte, sorridendo per la mia aria spaesata.

Isla Mujeres è stata un sogno talmente intenso che a volte ho il sospetto di non esserci mai stato. Un ricordo ricorrente, essenziale come una vitamina per il corpo, indispensabile come i fiori per le api.

Non è stato il “viaggio della vita” , ma quello in cui ho deciso cosa accadrà quando il domani non avrà più importanza e guardarsi indietro porterà un sorriso da regalare a chi mi passerà accanto augurandomi la buonanotte.

 

Isla Mujeres, il richiamo del Messico

Mi è arrivato un messaggio: “ Sono a Isla Mujeres. Come si chiama quel ristorantino sulla spiaggia? ” …islamujeres1

Quando sono sbarcato ad Isla Mujeres ho sentito di essere a casa. Dopo una breve ricerca, mi sistemo alla Posada del Mar e cerco un posto dove cenare. Per strada c’è poca gente ed un leggero vento caldo mi guida fino ad una chiesa. Delle tende bianche si gonfiano invitandomi ad entrare attraverso porte spalancate. E’ stato come arrivare a casa di amici, come se ci fossi già stato. La messa in spagnolo, il vento che entrava ed usciva, il sorriso di alcune signore, l’odore dell’incenso e della cera bruciata: mi hanno stordito, stregato. Poche ore ed ero già innamorato dell’ Isola delle Femmine.

mininos1Mi consigliano un ristorante: Mininos. Pochi tavoli sulla spiaggia, la sabbia come pavimento ed una ragazza gentile  che serve pesce fresco cucinato alla messicana. Dopo qualche birra, fischiettando Messico e nuvole (non ricordo perchè), torno verso l’albergo sorridendo, pensando ai colori di Isla Mujeres che scoprirò domani, quando sarà illuminata dal sole.

 

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La magia di Tulum

Il sole oggi non ha pietà e ci fa strada verso la zona archeologica di Tulum. Entriamo attraverso uno dei bastioni che circondano il sito. Apparentemente,  non ha grosse pretese, ma dopo aver attraversato qualche edificio e scansato qualche iguana ci si apre uno scenario incantevole. Il mare turchese dei caraibi bagna la sabbia bianca alle pendici del promontorio dove le rovine di Tulum assumono un’atmosfera magica.

…non ci resta che godere di questa meraviglia.

Quando pensi al Messico

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Avrei dovuto trattenermi più a lungo. Passeggiare per le stradine piene di sole, entrare in un bar. Sedermi su di una panchina e sbirciare i discendenti dei Maya che giocano intorno ad un tavolino. Farmi sopraffare dalla contagiosa lentezza che ti si appiccica addosso con il sudore mentre guardi gli edifici dai colori saturi che sembrano indifferenti ai turisti che arrivano e ripartono dopo aver visitato Chichén Itzà.

Solo dopo essere andato via da Valladolid mi sono reso conto di quanto fosse esattamente il paesino del Messico a cui pensi quando pensi al Messico. Avrei dovuto trattenermi più a lungo…

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In nome di Kukulcan

La storia del popolo che ha costruito la Piramide di Kukulkan è entusiasmante. Studiando il movimento dei corpi celesti (sole e luna in particolare), i Maya, riuscirono a dare una logica al susseguirsi delle stagioni, utilizzandone la conoscenza per lo sfruttamento della terra in agricoltura e la composizione del famoso calendario. L’ossessione per l’astronomia  ed il culto del sole, sono riassunti proprio nella piramide in nome del dio Kukulcan a Chichén Itzá, dove dal basamento al numero di scalini tutto riconduce al calendario Maya. La precisione con la quale è stata costruita permette, durante gli equinozi di primavera e d’autunno, che il sole al tramonto crei un gioco di luci ed ombre sul lato della scalinata settentrionale, tale da riprodurre lo strisciare di un serpente, Kukulcan appunto, che scende fino alla base della piramide, dove si congiunge con la sua testa riprodotta in pietra.

Quando ti trovi ai piedi di El castillo, come la chiamarono gli spagnoli, percepisci tutta la grandezza del popolo Maya. Respiri la loro saggezza e ti senti parte della loro grandezza: “una Meraviglia” del mondo.

Dove comincia il cielo

“Dove comincia il cielo”: è questo che significa Sian Ka’an e quando ci sarete nel mezzo capirete perché. Capirete anche perché l’UNESCO l’ha dichiarata Patrimonio dell’Umanità e perché i Maya le hanno dato questo nome. La biosfera di Sian Ka’an è un’area di 5000 chilometri quadrati di giungla tropicale dove vivono centinaia di specie di uccelli. Immense distese di mangrovie attraversate da un canale navigabile, usato dagli antichi Maya come via commerciale – e dai loro discendenti per farci il bagno – Aree archeologiche interessanti per storia e collocazione sono punto di sosta dei tour consentiti nell’area protetta. Incantevole il rientro aggrappati ad un salvagente trascinato dalla corrente del canale. Il CESiak (Centro Ecologico Sian Ka’an) organizza diversi tour eco sostenibili. Un viaggio nella penisola dello Yucatan deve prevedere anche un’escursione a Sian Ka’an per poter dire di aver goduto di tutte le meraviglie del Messico.

Isla Mujeres

Se, arrivati a Cancun, vi sentite mancare l’aria sin dal primo respiro, oppressi da hotel enormi e mega ristoranti, non vi resta che dirigervi al porto e prendere il primo traghetto per ISLA MUJERES. Acque cristalline sorvegliate da decine di pellicani che appollaiati sulle barche dei pescatori, segnano il confine di questo luogo dove il tempo sembra essersi fermato a qualche decennio fa. Pace e serenità vi accompagneranno fino al tramonto e non vorrete più lasciare l’ Isola delle femmine.