Il Proteo e le Grotte di Postumia

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Sono sempre stato affascinato dal sottosuolo. Ci sono le nostre origini geologiche, e più su ci seppelliamo i nostri antenati. Di recente, mi capita di camminare e pensare al mondo che c’è di sotto che in qualche modo ha una sua vita che sembra non interferire con la nostra.

Ci sono occasioni che ci danno la possibilità di interagire con questi luoghi. Una visita alle Grotte di Postumia in Slovenia, è una di queste. Mentre ero in fila (una lunga fila) per i biglietti, ho avuto la sensazione che il tutto fosse una trappola per turisti, a metà strada tra avventura e luna park. La sensazione scompare man mano che un trenino ci porta in profondità. Il tragitto a piedi ci fa attraversare diverse sale una più magica dell’altra, un paradiso negl’inferi del sottosuolo. Una dimostrazione di potenza incredibile: una goccia dopo l’altra, lentamente, fino a creare delle naturali opere d’arte, stalattiti e stalagmiti, ognuna di un colore diverso.

Ma la vera scoperta di questo viaggio sottoterra è stata il Proteo. E’ un anfibio che vive esclusivamente nelle grotte, ha gli occhi nascosti sotto la pelle e respira per mezzo di branchie. Può vivere cento anni, digiunare fino a dodici anni consecutivi e depone le uova due volte ogni dieci. Una femmina di Proteo ha deposto delle uova proprio nell’acquario delle Grotte di Postumia e almeno uno di questi ha dato una vita.

Il Proteo è diventato il simbolo delle grotte e vederlo nuotare a rallentatore, dopo aver conosciuto la sua storia, sa di miracoloso.

 

Lectar, la tradizione slovena

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In famiglia c’è una ingiustificata passione per gli insetti. C’è chi dà da mangiare alle formiche e chi raccoglie fascicoli di insetti di tutto il mondo. Così dopo una mostra imprevista sulle api, al Castello di Lubiana (2016), abbiamo seguito la scia del miele sloveno fino a Radovljica dove speravamo di visitare il Museo dell’apicoltura: purtroppo era chiuso. Passeggiando per le stradine del borgo, siamo stati attratti da Lectar, una locanda un po’ museo che ci è sembrata un’oasi nel deserto dell’ora pranzo. Un profumo dolce ed intenso ci ha catapultati indietro nel tempo. Veniamo accolti con tanta gentilezza in un piccolo laboratorio attrezzato come alcuni secoli fa, dove ci vengono svelati tutti i segreti dei Lect, biscotti al pan di miele, preparati secondo un’antica ricetta e ai quali vengono date forme particolari.

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“Ci sforziamo di mantenere la cultura slovena in modo che, i più giovani non dimentichino, ed i più vecchi ricordino”. Veniamo salutati così ed a distanza di qualche mese, anch’io voglio lasciarne traccia in queste pagine.

La quiete del Lago di Bohinj

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Se il paradiso avesse una dependance sulla terra, sarebbe sulle rive del Lago di Bohinj in Slovenia. La valle sembra dipinta da Giacinto Gigante tanto è meravigliosa. Il tempo trascorre in totale equilibrio con la natura, interrotto solo da poche parole sussurrate per non disturnare la quiete che ci avvolge.

Ogni cosa che puoi immaginare, la natura l’ha già creata  – Albert Einstein

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Around Ljubljana

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Un cappello a fascia larga ed un paio di pince-nez ne mascherano il viso già velato dalla barba bianca. Le mani poggiate ad un bastone a sorreggere il corpo leggermente curvo, coperto da un pesante cappotto. Si guarda intorno con un sorriso di compiacimento e si allontana lentamente. Una figura totalmente fuori luogo in piena estate.

Quello è Jože Plečnik, tutto quello che ci circonda lo ha disegnato lui.

Un corteo di segway imbratta la mia visione. Per fortuna Il fiume Ljubljanica è ancora lì; taglia in due il centro storico di Lubiana regalandoci la possibilità di attraversare il ponte dei Calzolai, il ponte dei Macellai, e soprattutto il Tromostovje, il triplice ponte in pietra bianca. Il pigro scorrere del fiume diffonde la sua calma tutto intorno, non lasciandosi sopraffare dall’assedio dei tavolini lungo le sponde e dalla confusione dei turisti. C’è un’atmosfera accogliente per le stradine di Lubiana che invita a gustarsela con una tranquillità non comune nelle capitali europee.

Continuo a passeggiare godendomi le bellezze di questa città ed a guardarmi intorno, chissà…

Un appuntamento a Lubiana

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Avevo un appuntamento e dovevo andarci da solo. Le prime ore a Lubiana le ho vissute con agitazione. La visita al Castello, poi un veloce pranzo: zuppa e salsiccia carniolana. Ho lasciato la Lubiana dei turisti, quella un po’ rumorosa sorvegliata dai draghi ed ho seguito il fiume, lentamente, raccogliendo tutta la calma che un fiume calmo sa trasmettere. Intorno a me la vita ha cominciato a scorrere regolare, un giorno qualunque in una strada qualunque ed io uno sloveno qualunque, fino ad arrivare alla Galerija Jakopic. Razstava fotografij: Geneza.

Dopo averla rincorsa (senza mai raggiungerla) in Italia, finalmente potevo godere di Genesi, la mostra di Sebastiao Salgado.

salgado3“Abbiamo deciso di intitolare questo progetto Genesi perché abbiamo immaginato di riportare indietro le lancette dell’orologio per tornare al tempo delle eruzioni vulcaniche e dei terremoti che hanno modellato la Terra; all’aria, all’acqua, al fuoco da cui è nata la vita; alle specie animali che ancora non si sono lasciate addomesticare; alle tribù il cui stile di vita è rimasto quasi immutato per secoli; alle forme primitive di organizzazione sociale che esistono ancora oggi. Volevo scoprire in che modo uomo e natura sono riusciti a coesistere per tanto tempo in quello che oggi ci piace definire equilibrio ecologico.

Genesi è il resoconto dei viaggi fatti in questi anni, è un’ode visiva alla bellezza e alla fragilità della Terra. Ma è anche un ammonimento – almeno spero – a considerare tutto ciò che rischiamo di perdere.”

salgado2Le immagini sono straordinarie ed il messaggio di Salgado è potente: ne ho tratto un enorme piacere. La mostra continua al Mestni Muzej non molto distante. Una breve boccata d’aria che lascia il tempo di riflettere sulla bellezza della Terra e sul pericolo a cui la stiamo esponendo con la nostra incuria.

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Gli occhi di questo animale mi hanno rapito. Ho avuto la sensazione che stesse guardando me e di esservi riflesso io e non il fotografo. Chissà cosa stava provando il cucciolo in quel momento, chissà cosa stava pensando Salgado…

Lubiana è capitale verde europea 2016 ed aver visto qui questa mostra accentua la mia insofferenza per la società che viaggia verso l’autodistruzione.

Torno verso il fiume. Lascio la Lubiana dei suoi abitanti e torno verso quella conquistata dai turisti. I tavolini assediano il lungo fiume, i draghi sono al loro posto. L’allegria della gente e contagiosa ed io scaccio via l’ombra che vela i miei pensieri. Lubiana è viva ed avrà un posto speciale nei miei ricordi.

Il Castello di Lubiana, api e foto di cose mai viste.

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“C’era una volta un castello incantato dove il tempo sembrava essersi fermato. Qui un cantastorie narrava le gesta di valorosi cavalieri…”

Non è esattamente l’atmosfera che si respira entrando nel Castello di Lubiana. Le pietre che hanno protetto principesse e giullari, sono state ricoperte, intrappolate da vetrate e ristoranti per consentire la realizzazione di eventi di ogni tipo.

castello-lubiana3Così abbiamo avuto il primo incontro con kranjska sivka, una specie autoctona di ape, sulle cui tracce siamo stati, con alterne fortune, per una parte del viaggio in Slovenia. Visitando la mostra Preserviamo le api abbiamo scoperto che gli sloveni sono ottimi apicoltori riconosciuti in tutto il mondo ed allevano questo insetto con impegno e dedizione cercando di difendere la biodiversità del pianeta.

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Siamo saliti sulla Torre panoramica: Lubiana è davanti a noi, dal centro storico alla periferia e ancora oltre, sempre più verde. Come si avessimo davanti una cartina, abbiamo focalizzato le prossime tappe, percorrendo con lo sguardo quello che avremmo fatto a piedi nei giorni successivi, cercando, dall’alto, di individuare viuzze nascoste o punti di vista particolari. Come particolare è stata un’altra mostra nella quale siamo finiti cercando l’uscita.

castello-lubiana4Rarely Seen, National Geographic. Fotografie che mostrano le meraviglie nascoste del mondo, fenomeni naturali incredibili e rari. Davanti a queste immagini si resta senza parole, affascinati dalla bellezza della natura, anche quando è minacciosa, e da quanto sia prezioso il lavoro di questi fotografi che ci rivelano angoli irraggiungibili della Terra.

Il Castello è il simbolo di Lubiana e della sua evoluzione. Dall’alto del promontorio, circondato da tanto verde, fa da guardia alla città e ai suoi abitanti il cui impegno ne ha fatto la Capitale “verde” europea 2016.

Il lago di Bled

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Siamo arrivati a Bled seguendo un labirinto di stradine secondarie avvolte nel verde. Abbiamo preso alloggio a Koritno, poco distante dal centro ma in aperta campagna, nell’assoluto silenzio: la Slovenia si è subito mostrata accogliente.

 

 

Il suono della campana della chiesa sull’isola, i mille riflessi del sole sull’acqua, l’intenso verde della vegetazione che lo circonda ed il castello che dall’alto controlla che tutto proceda nella massima tranquillità. Questo è il Lago di Bled, avvolto in un’atmosfera serena, un effetto chiaro scuro classico dei paesaggi solitari nonostante ci sia un intenso viavai di barchette, turisti e pescatori. C’è molto movimento intorno al lago, ma ho la sensazione che il tutto sia svolto con la massima calma, quasi sottovoce. Forse è per questo che il paesaggio mi ha rapito, un profondo stato di benessere che genera estrema gratitudine alla natura per aver creato tutto questo ed agli abitanti di Bled che lo preservano dal caos.