Il senso della vita

Prima di entrare nel tempio Sri Dalada Maligawa, a Kandy in Sri Lanka, ho scattato questa foto (una delle ultime in pellicola): un monaco che legge serenamente appoggiato ad una colonna. Uno scatto rubato, di quelli di cui a volte ci si pente per non aver chiesto il permesso. A distanza di qualche anno, questa foto ha chiarito la sua esistenza.

picsay-1401054888 copyAll’uscita del tempio lo stesso monaco stava parlando con due persone, una turista e la sua guida. Mi sono incuriosito. La signora, un po’ avanti con gli anni, doveva aver chiesto qualche informazione sulla medicina ayurvedica. Il monaco parlava con voce dolce della necessità di mantenere sano il corpo, per poter sviluppare i poteri della mente e dell’anima.
Mentre i ricordi si arrampicano nelle mente, giro la foto: “Mokṣa, la liberazione dal ciclo della vita e della morte”. Sorrido per quella nota, bella abitudine di quando le foto si potevano solo stampare, ma soprattutto per il contenuto. Mi avevano colpito le parole del monaco, tanto da appuntarmele e riportarle dietro la sua foto. Ed ora il messaggio è arrivato a destinazione, senza bottiglia, senza indirizzo, a voler ribadire la necessità di capire il perché.
Il monaco spiegava alla turista che la salute del corpo non è fine a se stessa, ma necessaria per ottenere la salute dell’anima. La vita non è fatta per essere solo vissuta, ma per essere capita. In altre parole non si vive per vivere ma per scoprire il senso del vivere.
Capire cosa ci sono venuto a fare su questo mondo è un viaggio complesso da intraprendere ed impossibile da raccontare: io preparo i bagagli!

Il treno del Tè

Quando rigiro tra le mani una tazza di tè, penso a quanti nel mondo stanno facendo lo stesso. Attendere che l’acqua raggiunga la giusta temperatura, rilassa il corpo e calma l’anima. Il profumo sale dalla tazza appena le foglioline di tè oscurano la trasparenza del liquido bollente. Quanti popoli si uniscono in questo rito, quante culture e tradizioni diverse trovano una identità comune, da oriente ad occidente: il tè è la bevanda di tutti da sempre.  Finalmente la bocca si riempie… Sento l’annaspare stridente del treno che si arrampica sulle colline tra Kandy e Nuwara Elya. Esperienza particolare, nella vita normale tra le alture calde e piovose dello Sri Lanka.

Il gusto del tè è irresistibile, sottile, affascinante come i boschi di Ceylon, attraversati da un treno senza fermate che, lento e pesante, vi porterà al capolinea inconsapevoli di non riuscire più a bere una tazza di tè senza pensare all’Isola Splendente.

Sri Lanka: il Dente dell’Illuminato

Esala Perahera è la più importante celebrazione buddista al mondo e si celebra a Kandy in  Sri Lanka. Fino al 25 agosto, migliaia di pellegrini giungeranno da lontano a venerare il Sacro Dente del Buddha conservato in uno scrigno d’oro all’interno dello Sri Dalada Maligawa(Tempio del Sacro Dente). Per dieci giorni elefanti, acrobati, ballerini, musicisti e giocolieri, tutti sontuosamente decorati secondo la tradizione cingalese, sfileranno verso il tempio per adorare la Sacra Reliquia.

Il luogo di culto, comunque, è meta di pellegrini tutto l’anno. Entrando nel tempio resto affascinato dalle fantastiche decorazioni in avorio e legno, intarsiati insieme. Cerco di non disturbare i numerosi fedeli che depongono su di un altare fiori di loto, simbolo di purezza e perfezione. Anziani e bambini, uomini e donne seduti e con le mani giunte rendono omaggio al Sacro Dente. Il respiro è colmo di spiritualità ed anch’io mi siedo con loro, stordito dal profumo di fiori e incenso ed elettrizzato dall’energia che sale dal pavimento. Buddha diceva: “Non c’è strada che porti alla felicità: la felicità è la strada” e mi ha portato fin qui.