La Cattolica di Stilo

Se fosse estate si sentirebbero così tante cicale da non percepire neanche il calpestio dei propri passi. Invece si sente finanche il rumore di un ramo che si spezza nelle mani di un contadino che fa pulizia nascosto nel parco. Non c’è nessuno, e questo acuisce il senso di irrealtà che circonda questa chiesetta bizantina nel cuore dalla Calabria.

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La Cattolica di Stilo è una piccola meraviglia d’Italia, accerchiata da una colonia di fichi d’india ed oggi illuminata un inatteso sole invernale che ne accentua i dettagli. Quando apriamo il portoncino, il sole brucia le colonne e smuove gli affreschi dal torpore della clausura: l’interno è sorprendentemente piccolo. Una persistente essenza di pietra e l’irreale lindore diffuso tutt’intorno creano un’atmosfera surreale.

Un appassionata guida ci coinvolge con minuziose descrizioni delle varie epoche, dettagli che potrebbero indicare una data, scritte in arabo che rimandano a probabili leggende.

Chiudendo gli occhi per un istante, riesco ad immaginare un lungo e lento corteo di monaci che arrivano fino a questo luogo mistico per ultimare il loro viaggio devozionale.

Se si potesse spegnere il sole ed accendere qualche candela, qualunque sia la religione che si professa, qui si sentirebbe il bisogno di pregare.

La porta si chiude alla nostre spalle, trattenendo il piacevole senso di spiritualità che abbiamo respirato e per un po’ tutto tornerà al buio.

Estate di mare, natura, libri e riflessioni

s.andreaUn pomeriggio insonne con poca voglia di mare mi porta a Sant’Andrea Apostolo dello Ionio. Fa caldo ma c’è un leggero vento di mare che smuove l’aria silenziosa. Man mano che l’auto si arrampica tra le curve della collina calabrese, dai finestrini aperti entra “Come sei veramente” di Giovanni Allevi. allevi2alleviNel deserto della controra dei paesini del sud, sorrido: nel mio zaino c’è Classico Ribelle”, uno dei suoi libri un po’ strani, con il segnalibro ad indicarmi che è quasi finito. L’ho incontrato nella sua Ascoli per lavoro, cordiale, geniale, con un entusiasmo coinvolgente: un sognatore.

mare

gramellinikGià i sogni. Ho cominciato a sfogliare “Fai bei sogni” di Gramellini perché, chi viaggiava con me, non aveva più voglia di leggere. L’ho divorato prima che la fine della settimana di all inclusive potesse azzerare l’ozio nel quale ero immerso. Mi sono riconosciuto nelle insicurezze del protagonista bambino, nella voglia di scrivere.
Dopo, ho dovuto subito rifugiarmi in Kapuściński con “Autoritratto di un reporter” per leggere come avrei voluto che fosse la mia vita: viaggiatore, reporter.

gole del calore

grotte bussentoterzaniTutto intorno a me è pace. Un’immersione nella natura del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano tra Le Gole del Calore, le Grotte del Bussento, il mare dei pittoreschi paesi cilentani che hanno sempre il comune gemello in montagna,. Escursioni e mare di giorno e serene letture di notte, nel silenzio del riposo di tutti, dove le domande, sempre le stesse, fanno più rumore. Chi sono? Perché mi succede quello che mi succede? A cosa porta? Perché sono qui adesso tra queste montagne a pormi queste domande, finalmente così nitide? Ancora la ricerca del senso della vita. Dopo dieci anni ho riletto “Un altro giro di giostra” a dieci anni dalla scomparsa dell’autore Tiziano Terzani. L’ho riletto con altri occhi, con un’altra mente e un’altra coscienza. Trovo in Terzani le mie domande. Lui ha avuto la possibilità, la fortuna ed il coraggio di cercare una risposta in giro per il mondo, io continuo a cercarla nei libri e nella vita degli altri invece che nella mia.

marzamemilapa1Marzamemi era stracolma di gente. Stavamo per andar via e vedo una Lapa, un’Apecar piccola e tutta colorata che non vendeva verdura ma libri. Era parcheggiata sotto un gazebo illuminato con davanti delle cassette per la frutta che contenevano libri per bambini. Seduto su una piccola sedia di legno il proprietario, un ragazzo con la barba nera e veltronifolta che leggeva e rideva. Ovviamente mi avvicino ed entriamo subito in sintonia. Compro “La scoperta dell’alba” di Walter Veltroni. Come al solito, mi sono immedesimato nel personaggio cercando un’affinità, dei punti in comune per poter vivere la sua storia. Ne è scaturita una appassionante riflessione su mio padre, mio figlio ed il nostro rapporto. Ma, forse, sarà stato il magnetismo della Sicilia, la fine dell’estate e la necessità di ricominciare a mettere ordine per il ritorno a casa.

#soloFoto: il tramonto porta sempre nostalgia di casa

Il tramonto visto da alcune spiagge della Calabria.

Palmi (Rc) - Spiaggia della Tonnara
Palmi (Rc) – Spiaggia della Tonnara
Capo Vaticano - Spiaggia delle Grotticelle
Capo Vaticano – Spiaggia delle Grotticelle
Faro di Capo Vaticano
Faro di Capo Vaticano
Capo Vaticano - Spiaggia del Tono
Capo Vaticano – Spiaggia del Tono
Capo Vaticano - Spiaggia del Tono
Capo Vaticano – Spiaggia del Tono

A volte, vincono le alici

Palmi8Non sono un appassionato di pesca. Da ragazzo partecipavo a delle spedizioni notturne,  ma mi limitavo a guardare le stelle mentre i miei amici tenevano la lenza con una mano ed un bicchiere di vino con l’altra. Tante serate sugli scogli a raccontarsi di ragazze e progetti per il futuro, nell’attesa che un pesciolino abboccasse per poi lasciarlo andare perché faceva tenerezza: avevamo pazienza.

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Molta più pazienza devono averla i pescatori di Palmi in Calabria. La spiaggia della Tonnara è accogliente ed il mare davvero cristallino. Degli enormi gazebo di palme segnano il confine dell’area destinata agli ombrelloni e proteggono i pescatori dal sole mentre giocano a carte. Non sono in pausa, non si stanno riposando dopo una notte di pesca; aspettano.

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Aspettano che siano le alici a sfidarli avvicinandosi alla riva. I pescatori avvistano la macchia nera e scaraventano una barchetta in mare che magicamente lascia cadere una rete in acqua, e cerca di accerchiare il branco… a volte, vincono le alici.

Ed allora la partita a carte ricomincia, qualcuno riavvolge la rete, altri costruiscono girandole con canne e resti di bottiglie di plastica, il mare poco generoso torna tranquillo. Solo qualche turista continua a guardare l’orizzonte ed a voltarsi indietro aspettando qualche cenno dal gazebo di palme.

Poi il sole decide che basta così e non resta che godersi il tramonto.

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