Per fortuna ci sono le nuvole

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Le felci si sgretolano sotto la pressione dei piedi che piombano al suolo come fucilate uno dietro l’altro. Il cuore mi rimbalza in gola per la paura. Il fiato ritmato mi rimbomba nella testa e diventa assordante unito al fracasso delle foglie che calpesto; non riesco a sentire se mi stanno seguendo ancora. Riesco a malapena a schivare i rami degli alberi che ricoprono la montagna, le spine di alcuni arbusti mi stracciano i pantaloni e poi le caviglie. Il terrore mi impedisce di girarmi a guardare e continuo a correre il più veloce possibile senza sapere dove sto andando.
Questo tratto di bosco non è ancora stato ripulito per la raccolta delle castagne che ci sarà tra qualche settimana. Ne approfitto e mi lascio cadere in un cespuglio sperando di non essere visto. Trattengo il respiro e tendo l’orecchio: nulla, solo il fruscio del vento che spettina gli alberi sopra di me. Un lungo sospiro mi incolla al suolo.
Il caos dentro di me è zittito dalla calma che mi circonda. La montagna, ferma e seria, mi invita a raccogliere le idee mentre il campanile che sovrasta il paese, sembra volermi chiedere cosa sta succedendo.
Per fortuna ci sono le nuvole. Una, a forma di quadrifoglio, scappa da un’altra più grande che sembra un coniglio, alla stessa velocità con la quale io scappo da questa gente, ma ha meno paura.

Momenti di ordinaria Felicità

20150608_103620-picsaySarà che gli ultimi libri acquistati parlano di felicità. Sarà che il viaggio alla ricerca del senso della vita transita per la felicità certo non assoluta, ma nei piccoli momenti di ordinaria esistenza. Sarà che in questi attimi la felicità provata rischia di passare inosservata. Sarà per questo che raccolgo l’invito di Francesca senzazucchero a raccontare i miei momenti di ordinaria felicità, ringraziandola per questo momento di riflessione che consolida il senso di consapevolezza che cerco di mettere nel vivere.

 

Rientrare da lavoro e restare abbracciato per cinque minuti a mio figlio, che nel frattempo mi è saltato addosso.
Gustare un bicchiere di buon vino rosso in compagnia, ma anche da solo.
Riuscire a leggere in momenti inaspettati.
Andare ad acquistare il mio tè preferito nel mio negozio di tè preferito.
Inventare itinerari di viaggio (molte volte durante la giornata).
Raccontare un storiella a mio figlio e guardarlo mentre si addormenta.
Trascorrere un intero pomeriggio in libreria.
Cercare qualcosa e trovarla subito.
Guardare il mare, ascoltarne il rumore e pensare che sta cercando di ricordarmi che la vita è bella.

 

Grazie Francesca

Lasciare una traccia

soleHo cercato di scansare le scocciature come le pozzanghere dopo un acquazzone. Intorno a me tutto è bagnato, umido. Io, asciutto e sicuro, seguo il sentiero della vita già tracciato per me, illuminato da un sole personale, cocente e luminoso, troppo luminoso. L’ultima pozzanghera, la più grossa, non l’ho vista!