Il rito dell’incisione di Michelangelo

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Questa incisione si trova alla destra dell’ingresso di Palazzo Vecchio a Firenze; si crede sia stata scolpita da Michelangelo. Una sorta di rito inconscio, mi guida qui ogni volta che passo da Firenze, come a rendere omaggio a qualcosa che sembra non esistere per i molti che vi passano davanti senza accorgersene. Anche oggi mi sono avvicinato ed ho scattato una foto, sempre uguale a se stessa, per essere sicuro di non essermi sbagliato, di averla vista davvero, l’incisione. Raffigura il profilo di un uomo ed, in realtà, è difficile da vedere, mimetizzato com’è tra le pietre grigie e nascosta dalle sculture che fanno bella mostra a guardia di Palazzo Vecchio.

Sono delle leggende che riconducono l’incisione a Michelangelo e molti dubitano siano credibili. La più divertente racconta che Buonarroti, tutte le volte che attraversava l’angolo tra Piazza della Signoria e gli Uffizi, venisse importunato sempre dalla stessa persona e sempre con gli stessi argomenti. Annoiato, realizzò l’incisione in uno di questi incontri.

Poco importa se queste vicende siamo davvero state vissute da Michelangelo e se sia stato davvero lui a scolpire quel volto sulle pietre di Palazzo Vecchio. Il piacere che mi provoca conoscere questo mistero, invece è reale e poter adempiere al mio “rito dell’incisione” mi dà conforto, come incontrare un vecchio amico che è lì ad attenderti sempre, immortale come un’opera d’arte.

Ci si abitua a tanta bellezza?

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Quando tutti sono usciti, le luci cominciano a spegnersi. Si sente solo il rumore delle serrature che bloccano le porte per tutta la notte, lasciando le opere d’arte da sole a riposare.

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Quando tutto è fermo, noi entriamo. Un privilegio che si fa consapevolezza man mano che attraversiamo i corridoi del Museo degli Uffizi a Firenze. Vengo avvolto da un senso di smarrimento che non mi turba anzi, mi rallegra: è la bellezza.

Tutto intorno è bellezza.

E’ notte fonda e tutto sembra statico, senza vita. Invece scopro particolari nuovi ogni volta che riguardo un dipinto, come se si fossero aggiunti a loro piacimento, come se volessero farsi scoprire un pezzo alla volta. Una luce diversa illumina le statue ad ogni passaggio cambiandone l’espressione, donandogli nuova energia. Non pensavo potesse essere così vivo un museo di notte.

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I giorni passano e tutti i Musei di Firenze chiudono le porte alle nostre spalle con noi all’interno. La notte ed il silenzio aiutano a creare una strana complicità con i capolavori che il mondo intero ci invidia ed io sono grato al mio lavoro per quest’altra esperienza incredibile.

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STANOTTE A FIRENZE